Siamo come ci vestiamo
Coprirsi e vestirsi non sono sinonimi poiché ci copriamo per proteggerci dal freddo e dalle intemperie, ma ci vestiamo per dare agli altri un’immagine di noi stessi. Il 6 e il 14 ottobre due conferenze di Gabriele Gallerani sulla sotira della moda e della società.
L’uomo è l’unico animale che non è dotato né di pelliccia, né di piume, né di “pellacce” particolarmente dure e spesse. Al contrario, è molto vulnerabile e la sua pelle – delicata e sensibilissima – ha sempre dovuto essere protetta dal freddo, dalle scottature solari, dalle ferite accidentali o da quelle inferte da altri uomini, utilizzando pelli e pellicce tolte ad animali che la natura aveva meglio dotato rispetto all’uomo. Quindi, la caccia può anche essere considerata come il primo atelier dell’umanità.
Coprirsi e vestirsi non sono però sinonimi poiché ci copriamo per proteggerci dal freddo e dalle intemperie, ma quando ci vestiamo scegliamo i capi da indossare per dare agli altri un’immagine di noi stessi che rispecchia il sesso, la personalità, le tradizioni culturali, sociali e folkloristiche del gruppo etnico di provenienza, i nostri sentimenti (gioia o dolore) e il ceto sociale di appartenenza e il prestigio di cui godiamo. Possiamo quindi considerare l’abbigliamento come un raffinato modo per comunicare agli altri chi siamo attraverso i tessuti, i colori e la foggia degli abiti.
Quindi, vi invitiamo a partecipare a due serate (martedi 6 e mercoledi 14 ottobre p.v. alle ore 20.30) organizzate nella sala polivalente della Biblioteca comunale (piazza Giovanni XXIII, Anzola dell’Emilia) patrocinate dal Comune di Anzola dell’Emilia, nelle quali Gabriele Gallerani racconterà – aiutandosi con le diapositive – quanto siamo debitori agli artisti che hanno documentato il sempreverde fascino dell’eleganza, vista in positivo come elemento di distinzione ma anche in negativo come simbolo di ricchezza, arroganza e potere. L’analisi dei tempi e dei personaggi sarà irriverente al punto da sbirciare anche sotto le toghe romane, le tuniche medievali e i tanti vestimenti che hanno indossatoricchi e poveri dal XIV al XIX secolo.
L’ingresso alle conferenze è gratuito e sono disponibili – per chi è interessato ad approfondire la conoscenza degli argomenti trattati – delle dispense cartaceee, o in PDF inviabili per e-mail.
nella foto: Rosalba Carriera (1673-1757) – “Una giovane dama con pappagallo” 1730 ca. – Art Institute, Chicago (USA)

