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Classic
L’altra Fabbrica di Apollo


Italia immaginata
Anastasiya Petryshak, violino
Lorenzo Meo, pianoforte
L’Italia di questo programma non è un luogo. È un’immagine, costruita da quattro compositori tra il 1918 e il 1937: due la guardano da fuori, due la reinventano da dentro.
Karol Szymanowski scrive i Tre Capricci nel 1918 a Elisavetgrad, nell’attuale Ucraina, mentre attorno alla sua famiglia crollano la guerra e l’impero. La linea del violino resta fedele a Paganini, riconoscibile in ogni gesto: è il pianoforte a compiere la trasformazione, con un tessuto armonico che riporta i Capricci dentro le sonorità di un’Europa che sta cambiando volto, e una scrittura che aggiunge al virtuosismo del genovese un secondo virtuosismo, nuovo. L’Italia, qui, è una leggenda che arriva da lontano e viene riscritta da sotto.
Nino Rota la abita, quell’Italia, e allo stesso tempo la inventa. Nella Sonata del 1936-37 e nei due Improvvisi il canto appartiene prima di tutto al violino, una linea melodica che non ha paura della propria semplicità. Rota era pianista, e si sente: la scrittura non accompagna, dialoga, raccoglie quel canto e lo rilancia come in una conversazione da camera. È la stessa voce che al cinema, negli anni successivi, avrebbe dato forma all’immaginario italiano per il mondo intero; qui lavora in forme più raccolte, dove il lirismo convive con l’ironia, e il “diavolo sentimentale” del secondo Improvviso li tiene insieme entrambi.
Con la Suite italienne torniamo a uno sguardo da fuori, e al caso più curioso del programma. Stravinsky costruisce Pulcinella, e poi questa suite, su musiche attribuite a Pergolesi: attribuzioni in gran parte rivelatesi spurie, opera di autori come Domenico Gallo o Carlo Ignazio Monza. Il Settecento napoletano che Stravinsky rilegge con spirito moderno è dunque, in parte, un Settecento che non è mai esistito. La versione da camera divide il lavoro in modo speculare: la parte del violino nasce dalla collaborazione con Samuel Dushkin, ed è scrittura di un violinista, idiomatica fin nelle dita; al pianoforte tocca l’intera orchestra di Pulcinella, i fiati, gli archi, i colori del balletto ricondotti a due mani. L’omaggio non ne esce diminuito: ne esce confermata l’idea che un’Italia anche in parte immaginata sia comunque capace di generare musica vera.
Chiude il programma Mario Castelnuovo-Tedesco, fiorentino e pianista anche lui, con la parafrasi su Figaro scritta nel 1936 per Jascha Heifetz. Qui il violino diventa Figaro: l’aria del baritono passa all’archetto, con tutta l’arguzia e la libertà del personaggio, mentre al pianoforte spetta il teatro, l’orchestra, il ritmo della scena. Tre anni dopo, le leggi razziali avrebbero costretto l’autore a lasciare l’Italia. La sua musica continuò a portarne l’immagine altrove, come accade a tutto ciò che in questo programma si è immaginato: un’Italia che vive nella distanza, nella memoria, nell’invenzione.

ANASTASIYA PETRYSHAK
“Anastasiya è una violinista di grande talento in possesso di una intonazione perfetta, un suono molto affascinante, una tecnica brillantissima ed una musicalità pura.”
Salvatore Accardo
“Ho potuto ammirare, senza eccezioni, il suo carisma, l’energia che sa sprigionare sul palco e la forza comunicativa delle partiture musicali canalizzate dalle sue brillanti interpretazioni.”
Andrea Bocelli
Anastasiya Petryshak è una delle violiniste più raffinate della scena musicale internazionale. Formata con Salvatore Accardo all’Accademia Walter Stauffer di Cremona, si è legata profondamente alla grande tradizione della liuteria italiana.
Giovanissima ha intrapreso una brillante carriera solistica che l’ha portata a esibirsi nei teatri più prestigiosi del mondo — dalla Sala Santa Cecilia di Roma alla Dubai Opera — collaborando con direttori e orchestre di fama mondiale.
Dal 2010 è partner stabile di Andrea Bocelli, con cui ha condiviso palcoscenici nei cinque continenti, divenendo ambasciatrice dell’eccellenza musicale italiana nel mondo. La sua discografia per Sony Classical, con gli album Amato Bene e Ange Terrible, testimonia una ricerca artistica che unisce virtuosismo tecnico e profonda espressività. Anastasiya ha avuto il privilegio di suonare oltre sessanta strumenti storici, autentico simbolo del patrimonio culturale italiano, partecipando anche a progetti scientifici in collaborazione con istituzioni accademiche. Si è inoltre esibita sul leggendario violino Il Cannone di Niccolò Paganini, interpretando il Concerto n. 1 con l’Orchestra Carlo Felice al Teatro Carlo Felice di Genova.
In Italia ha vinto numerosi concorsi dedicati al violino e alla musica classica e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui il titolo di “Personalità europea in musica classica”, il Premio Internazionale “Profilo Donna” e il Premio “Eccellenza femminile – Miretta Levis Sarasso”.
Accanto alla carriera concertistica, si dedica con impegno all’insegnamento: è docente alla Yamaha Music School di Zurigo e tiene regolarmente masterclass internazionali, trasmettendo la tradizione e l’eccellenza italiana alle nuove generazioni di musicisti.
LORENZO MEO
“Nonostante il ricco calendario di eventi, il New Music Festival sarà ricordato principalmente per la virtuosistica performance al pianoforte di Lorenzo Meo, che di fronte a una sala gremita ha eseguito musiche dei grandi compositori postmoderni”
Katya Krolevska, New Music Festival, Kiev
“La sua interpretazione conquista per l’energia e per una fisicità elastica, naturale, quasi istintiva. Il suono è nitido e vibrante, con una presenza viva e immediata.”
Stephen Eddins, AllMusic Magazine
Pianista e compositore italiano residente in Svizzera, Lorenzo Meo si muove tra la tradizione colta e le ricerche espressive della contemporaneità. Il suo linguaggio pianistico, riconoscibile per intensità e nitidezza, si articola in un’esplorazione timbrica e interpretativa lontana dalle soluzioni convenzionali, sintesi personale tra complessità formale ed espressività.
Il suo repertorio abbraccia il barocco e il classicismo fino alla nuova musica, con particolare dedizione ai compositori del XXI secolo, di cui è spesso dedicatario in prima esecuzione. Ha debuttato come solista con il Concerto n.2 Op.18 di Rachmaninov e il K.491 di Mozart per pianoforte e orchestra. Si è esibito alla Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica e al Palazzo del Quirinale a Roma, all’Auditorium de la Cité de la musique di Strasburgo, alla National Philharmonic di Lviv, alla Carnegie Hall di New York.
La sua discografia comprende opere di Jaan Rääts, di cui ha presentato in prima esecuzione i Concerti per pianoforte n.2 e n.3 in Italia e Stati Uniti, e di Erkki-Sven Tüür, Arnold Schoenberg, Toru Takemitsu, Sergei Rachmaninov, Erik Satie e diversi compositori contemporanei. Con la violinista Anastasiya Petryshak, con la quale collabora stabilmente dal 2014, ha recentemente registrato un album con musiche di Debussy, Ravel e Messiaen pubblicato da Sony Music.
Come compositore ha sviluppato un linguaggio neoclassico di matrice minimalista. Una musica che evita la complessità e cerca un rapporto diretto con l’ascoltatore, ma porta nella propria scrittura le tracce di una formazione classica e d’avanguardia.
Lorenzo Meo si è formato al Conservatorio G.B. Martini di Bologna, perfezionandosi successivamente come solista, camerista e compositore presso istituzioni di rilievo come l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e la Zürcher Hochschule der Künste (ZHdK), e con maestri quali Konstantin Bogino, Rocco Filippini, Aldo Ciccolini, Paul Badura-Skoda e Paolo Bordoni.
Italia immaginata
Karol Szymanowski
Tre Capricci da Paganini, Op. 40 (1918, publ. 1926)
- (Caprice n.20)
- (Caprice n.21)
III. (Caprice n.24)
Nino Rota
Sonata per violino e pianoforte in sol maggiore (1936–37)
- Allegretto cantabile con moto
- Largo sostenuto
- Allegro assai moderato – tempo vivace
Nino Rota
Improvviso in re minore
Nino Rota
Improvviso (Un diavolo sentimentale)
Igor Stravinsky
Suite italienne (1932, arr. Samuel Dushkin)
- Introduzione
- Serenata
- Tarantella
- Gavotta con due variazioni
- Scherzino
- Minuetto e Finale
Mario Castelnuovo-Tedesco
Figaro (da Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini)
Ingresso 15,00 euro
per info e prenotazioni
CLASSIC, l’altra fabbrica di Apollo, è una rassegna di concerti di musica classica con interpreti di livello internazionale, promossa dal Centro socio-culturale Ca’ Rossa in collaborazione con il Centro Culturale Anzolese e Libera Bologna, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il patrocinio del Comune di Anzola dell’Emilia.
Nato a Roma e ora residente a Berlino, Alberto Fiori è un versatile compositore, produttore e performer. Ha conseguito un Master in Musica Applicata presso il Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara, con una formazione in composizione, direzione d’orchestra e sound design. La carriera di Fiori è iniziata con la passione per il jazz, che ha portato alla pubblicazione di Perfect Blue (2010), una compilation collaborativa. Ha inoltre composto colonne sonore per vari progetti teatrali e cinematografici, tra cui La leggenda del grande inquisitore con Umberto Orsini e Thyssen – Opera Sonora.La curiosità artistica di Fiori lo ha condotto nella musica sperimentale con il progetto 7 Songs for a Disaster, co-creato con Francesco Guerri sotto il duo Nagel, pubblicato dall’etichetta italiana Trovarobato. Attratto dalla vivace scena musicale berlinese, ha trovato nuova ispirazione nella cultura techno della città, pubblicando due EP, Fantala (2018) e Pas Encore (2020), con l’alias Blumen Meister. I brani di Fantala si sono classificati al 9° e al 12° posto nella Top 100 dei DJ di Resident Advisor per il 2018. Con Berliner Zimmer, Alberto Fiori chiude un cerchio, ritornando al suo primo amore: il pianoforte. Questo album solista di debutto è la realizzazione di un sogno che coltiva fin dalla sua adolescenza, fondendo le sue diverse influenze musicali in un’opera coesa e profondamente personale.
Con il suo primo album per piano solo Alberto Fiori prova a reinventare la voce del pianoforte attraverso tecniche di produzione ponderate che ne amplificano l’estensione e rivelano frequenze sottili e stratificate. Questo approccio crea un suono che trascende i confini tradizionali, arricchendo ogni pezzo con trame intricate e una profondità tonale espansiva.
Le tracce dell’album
From Here / Girls Dream / Somewhere Else, Someone Else / Naxos / Adele / The Star Rover / Window / Waltz for a Balloon on the Roof / Again
Ingresso 15,00 euro
per info e prenotazioni
CLASSIC, l’altra fabbrica di Apollo, è una rassegna di concerti di musica classica con interpreti di livello internazionale, promossa dal Centro socio-culturale Ca’ Rossa in collaborazione con il Centro Culturale Anzolese e Libera Bologna, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, il patrocinio del Comune di Anzola dell’Emilia.
La rassegna è ideata per promuovere la cultura di qualità sul territorio di Anzola e per sostenere le attività del Centro Culturale Anzolese (borse di studio per giovani musicisti) e di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie (lotta contro la criminalità organizzata e promozione della legalità). Infatti, durante la serata. sarà presente un’area di esposizione e vendita dei prodotti Libera Terra.
Alla fine del concerto tutti i presenti sono invitati ad un rinfresco conviviale con pietanze e bevande, partendo dagli stessi prodotti che troverete esposti, realizzati grazie all’impegno dei nostri volontari.
Questo evento, realizzato con il sostegno di LegaCoop e Coop Alleanza 3.0, è dedicato al ricordo di Adriano Turrini, uomo del Movimento Cooperativo a cui ha dedicato la sua vita, la sua passione, la sua competenza.

Beatrice Rana si esibisce nelle sale da concerto e nei festival più rinomati al mondo, tra cui la Philharmonie di Berlino, il Concertgebouw di Amsterdam, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, il Barbican Centre, la Wigmore Hall, la Royal Albert Hall e la Royal Festival Hall di Londra, la Philharmonie de Paris la Konzerthaus e il Musikverein di Vienna, la Walt Disney Hall e l’Hollywood Bowl di Los Angeles, i BBC Proms, il Festival di Lucerna. Collabora abitualmente con direttori del calibro di Yannick Nézet-Séguin, Antonio Pappano, Manfred Honeck, Klaus Mäkelä, Gianandrea Noseda, Jaap van Zweden, Lahav Shani, Jakub Hrusa, Riccardo Chailly, Paavo Järvi, Gustavo Gimeno, Fabio Luisi, Valery Gergiev, Vladimir Jurowski, Dima Slobodeniouk, James Gaffigan, Mirga Gražinytė-Tyla, Susanna Mälkki e Zubin Mehta. Le sue collaborazioni orchestrali includono apparizioni con i Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony Orchestra, la Cleveland Orchestra, Chicago Symphony, la Bayerische Rundfunk Sinfonieorchester, la Chamber Orchestra of Europe, l’Academy of St Martin in the Fields, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, la Filarmonica della Scala. Nel corso della stagione 2024/25, Beatrice Rana è stata Artist-in-residence presso Radio France a Parigi. La residenza prevede un recital all’Auditorium di Radio France e diversi concerti e tournée con le due orchestre locali, l’Orchestre National de France e l’Orchestre Philharmonique de Radio France e i loro direttori musicali Cristian Macelaru e Mikko Frank. Tornerà inoltre alla New York Philharmonic con Marek Janowski, alla Sinfonieorchester des Bayerischen Rundfunks diretta da Gianandrea Noseda, alla Pittsburgh Symphony Orchestra con Manfred Honeck e debutterà con l’Orchestra Filarmonica Ceca e Alain Altinoglu.
Beatrice Rana registra in esclusiva per Warner Classics. Ha pubblicato nel corso degli anni 6 album che hanno ricevuto riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigioso “Editor’s Choice” della rivista Gramophone e il premio “Newcomer of the Year” del BBC Music Magazine. L’anno 2017 rimarrà una pietra miliare nella sua carriera grazie alla pubblicazione delle Variazioni Goldberg di Bach. La registrazione è stata elogiata dai critici di tutto il mondo ed ha ricevuto due importanti premi: lo “Young Artist of the Year” ai Gramophone Awards e il “Discovery of the year” agli Edison Awards. Nel giugno 2018, Beatrice Rana è stata scelta come ‘artista femminile dell’anno’ ai Classic BRIT Awards della Royal Albert Hall.
Nel 2017 Beatrice Rana ha fondato il Festival di musica da camera “Classiche Forme” nella sua città natale, Lecce, in Puglia. Il Festival è diventato uno dei più importanti eventi estivi italiani.
Massimo Spada, nato a Roma, si è avvicinato allo studio del pianoforte all’età di sei anni e si è diplomato con il massimo dei voti e la lode nel 2005 al Conservatorio di Santa Cecilia in Roma. Nel 2009 si è laureato con lode in Storia della musica, presso l’Università La Sapienza di Roma. Nel 2010 si è diplomato alla prestigiosa Accademia pianistica “Incontri con il maestro” di Imola, sotto la guida del M° Boris Petrushansky e del M° Riccardo Risaliti. Nel 2014 si è diplomato con lode all’Accademia di Santa Cecilia dove nel 2016, ha anche concluso il corso di Musica da Camera, sotto la guida del M° Carlo Fabiano, diplomandosi sempre con il massimo dei voti. Massimo Spada si esibisce regolarmente sia in recital solistici, sia in formazioni da camera quali il duo e il trio. La sua intensa attività concertistica l’ha portato a esibirsi in moltissimi festival all’estero e in tutta Italia, come al Parco della Musica di Roma, al Festival MiTo di Torino, ai “Festival Internazionali per la Pace” di Assisi, alla “Sagra Musicale Malatestiana” di Rimini e molti altri. Lavora anche abitualmente nel campo della promozione e diffusione della musica contemporanea; dal 2011 è infatti pianista dell’Ensemble Novecento, diretto dal M° Carlo Rizzari, con il quale si è dedicato alla promozione della nuova musica di compositori emergenti. Nel 2013 è stato invitato a suonare presso l’Associazione Nuova Consonanza ed ha tenuto la prima esecuzione italiana della Sonata per Viola e Pianoforte di Lowell Liebermann, esibendosi con il dedicatario della partitura, Neal Gripp, Prima Viola dell’Orchestra di Montreal. Collabora stabilmente con Roberto González-Monjas, Primo Violino dell’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia. Svolge anche un’intensa attività didattica.
Il programma musicale della serata prevede:
Maurice Ravel: Sonatine pour piano
- Modéré
- Mouvement de menuet
- Animé
Frédéric Chopin: Due Notturni
- Op. 48 – Ballata No. 2 in, Op. 38
Maurice Rave: Ma mère l’Oye, per pianoforte a quattro mani
- Pavane de la Belle au bois dormant
- Petit Poucet
- Laideronnette, Impératrice des Pagodes
- Les entretiens de la Belle et de la Bête
- Le jardin féerique
Ingresso 20,00 euro
per info e prenotazioni



